martedì 29 novembre 2011

La Profezia di Negróre



Wunderkind è stato il mio fallimento.

Sandrone Dazieri

Peccato che gli ebook non abbiano la quarta di copertina, perché sarebbe stato uno splendido blurb per Wunderkind 3. Quello che è successo dovrebbero saperlo tutti, ma per chi se lo fosse perso, se ne è parlato in diversi blog, dove sono venute fuori anche delle fesserie strepitose, tipo questa di cui riporto un estratto:

Io credo, magari un po’ ingenuamente, che in Mondadori considerano il Wunderkind 3 come una “killer application” capace di spostare clienti dalla carta (che, come sappiamo, produce sempre meno utili) al digitale. Dal mio punto di vista quindi siamo di fronte a una strategia di vendita che, chi frequenta o ha frequentato il mondo dei videogame, conosce molto bene: mettere un prodotto di richiamo su un’unica piattaforma serve per diffondere la piattaforma che fatica a prendere piede. 

Ora, io mi rifiuto di mancare di rispetto all'autore pensando che credesse davvero a quello che ha scritto. Vorrei invece far notare che maldestre operazioni di lecchinaggio possono finire per produrre l'effetto contrario, ad esempio costringendo San Drone da Zieri ad intervenire sul blog di Loredana Lipperini per fare chiarezza sulla vicenda.

Normalmente, in caso di nuovi autori, si contrattualizza il primo romanzo e poi si vede come va, a volte i primi due se proprio lo si ritiene promettente, ma con G.L. chiesi a Mondadori che fossero contrattualizzati tutti e tre perché ci credevo molto (erano già tre in progetto, non fu un’imposizione dell’editore). Mi sbagliavo. Il primo volume vendette molto al di sotto delle aspettative.[...]Forse non sarebbe cambiato niente, ma mi sarebbe piaciuto che il Venerdì o Tutto Libri titolassero SCOPERTO UN NUOVO GRANDE AUTORE, ma non avvenne. E così, senza passaparola e senza recensioni[spudorata menzogna, NdR], il secondo volume vendette ancora meno.

Purtroppo il contenuto informativo è condito da una poderosa serie di balle e frignate varie, che continuano qui sotto.

Non solo, ma nessuna pagina culturale lo recensì. Mandammo almeno un centinaio di copie ad altrettanti giornali, riviste e televisioni, parlai personalmente con alcuni giornalisti dicendo che G.L. era il nostro Barker, il nostro Gaiman: nessuno volle occuparsene, non interessava, oppure si scusavano, gli piaceva tanto ma non decidevano loro o non c’era spazio.

Dico che sono balle perché persino sul quotidiano comunista Il Manifesto apparvero fior di marchette come quella a opera di Mauro Trotta:

Una scrittura agile e al contempo fortemente evocativa [...] sostiene perfettamente questa sorta di oscuro romanzo di formazione, a ben guardare denso, come la migliore narrativa di genere contemporanea, di forti riferimenti alla situazione socio-politica attuale.

Ci sarebbe anche il fatto che Wunderkind risultava essere in realtà un romanzetto horror con i mostriciattoli che non spaventava nemmeno per sbaglio, scritto in una prosa risibile che è diventata un'icona del fantatrash, ma lasciamo perdere e veniamo al succo della questione, che dà anche il titolo a questo post: la Profezia di Negróre. Negróre è al secolo Andrea D'Angelo, autore di pessimi romanzi fantasy caduti nel dimenticatoio, che così commentava, con il nickname Parao, sul compianto blog di GL D'Andrea - poi cancellato da "il nostro Gaiman" in un momento di ira funesta.



GL capisce che Negróre lo sta gufando, e la prende con sportività:




Ora, visto che la profezia di Negróre si è avverata, non sarebbe il caso di tener fede all'impegno preso?