venerdì 9 settembre 2011

Favola

Colgo l'invito del Duca e contribuisco anch'io alle meravigliose fortune del New Italian Epic con una favola sui coniglietti. Quella che segue purtroppo risale a un periodo molto triste della mia vita, passato per la maggior parte fra camici sterili e flaconi di sciroppi, lontano dai coetanei e dai loro struggimenti, più amico di Dickens che dei videogiochi.

*****


IL REGALO DI COMPLEANNO

Dunque bambini, dovete sapere che Giansaverio era un coniglietto molto povero, che di giorno studiava, e di notte andava a scaricare le cassette della frutta al mercato per comprare un bel regalo alla sua mamma per il giorno del suo compleanno, mica come voialtri bambocci obesi e viziati.
Notte dopo notte, cassetta dopo cassetta, in un anno di duro lavoro Giansaverio era riuscito a mettere insieme tanti bei soldini, ed era molto contento perché il compleanno della sua mamma si stava avvicinando.
"Chiccià che bel legalo potlò complale alla mia mamma!" diceva Giansaverio tutto felice, zompettando verso il Centro Commerciale con il suo il barattolo pieno di soldini.
Mentre girava per il Centro Commerciale, spaesato e confuso, indeciso su che regalo comprare tra tutte le cose meravigliose che c'erano lì dentro, il nostro Giansaverio vide la fatina Spatuzza che piangeva disperata, perché non era riuscita a vincere il portachiavi delle Winx alla pesca dei pupazzetti con il Ragno Meccanico. Mosso a compassione della povera fatina, Giansaverio andò alla macchinetta e infilò una monetina nella fessura.
"A noi due, blutto di un Lagno Meccanico! Ti incegno io a fal piangele la bella fatina!"
Giansaverio impugnò la cloche, ma nonostante provasse e riprovasse, non c'era verso che quel birbante di un portachiavi delle Winx si facesse prendere e restasse appeso alle zampette del Ragno, che in compenso si stava mangiando una dopo l'altra tutte le monetine del regalo della sua mamma. Quando ormai gli restava solo un soldino, miracolo! Il Ragno afferrò saldamente il portachiavi delle Winx e non lo mollò più fino alla buca dell'uscita.
Tutto raggiante, Giansaverio corse con il cuore in gola per raggiungere la fatina Spatuzza al negozio di unghie finte. Dovreste vedere come la fatina sgranò gli occhioni - uno azzurro e l'altro verde - quando si vide davanti Giansaverio che le donava il prezioso portachiavi, senza nemmeno sapere che gli era costato un intero anno di lavoro!
La fatina afferrò il portachiavi e disse: "Guarda Gromgo, proprio quello che desideravi!"
In quel momento Giansaverio si accorse che ciò che gli era sembrato un grosso mucchio di sporcizia vicino alla fatina era in realtà un grosso ratto di tre quintali, con gli occhi rossi e una bava giallastra che colava dalle zanne, che si stava alzando in tutti i suoi due metri di statura.
"Su Amore, rigrazia Giansaverio" disse Spatuzza.
L'ultima cosa che vide il nostro coniglietto fu Gromgo che sollevava una zampa.
Giansaverio si risvegliò sulla barella dell'ambulanza che lo portava all'ospedale, sentendo gli infermieri che dicevano tra loro: "Forse le gambe riusciranno a salvargliele... peccato per le braccia."
Il giorno dopo, sentendosi in colpa per quanto era successo, Spatuzza andò a trovare Giansaverio all'ospedale portandosi dietro anche il suo fidanzato Gromgo, che non appena vide Giansaverio lo afferrò e lo buttò dalla finestra.

FINE