lunedì 27 settembre 2010

Gentilezza per gentilezza


Qualche giorno fa tale Uriel Fanelli mi ha in parte dedicato un post sul suo blog (ringrazio l'Anonimo che me l'ha segnalato). Dato che questo mi ha portato un bel po' di contatti, voglio ricambiare il favore.

http://www.wolfstep.cc/2010/09/il-mercato-dei-paraculi.html

Mi trovo d'accordo al 100% con la sua analisi dei sette espedienti per vendere che costituiscono il misero repertorio delle redazioni editoriali del giorno d'oggi, e credo che l'esperimento di Amanda vada a conferma di tutto ciò.

Domanda: se l'esperimento di Amanda è in totale accordo con quello che lui dice, chemminchia vuole da me allora Uriel Fanelli? ^____^

Leggendo qua e là sul suo blog, mi viene il sospetto che il ragazzo sia talmente in controtendenza su tutto da finire per essere in controtendenza rispetto alla controtendenza (sì, vale come doppia negazione). Per cui, se anche la pensi come lui ma dici le stesse cose prima di lui e in modo più efficace (il giovane è sveglio ma non ha il dono della sintesi), reagisce come un Vittorio Sgarbi a una festa di travestiti quando scopre che c'è un altro travestito come lui da Veronica Lake.

Tornando al suo post, Uriel Fanelli fa un'analisi che condivido in pieno sui meccanismi di scelta delle case editrici, ma dice anche delle stronzate.

Intanto, secondo lui voglio diventare un caso editoriale. Peccato che io non ho scritto nessun libro-denuncia sul mondo dell'editoria, né ho intenzione di scriverne, ma solo un breve post sul mio blog.

Poi, sui nomi e cognomi la fa un po' troppo facile. Probabilmente è ignorante in materia, perché l'esempio che fa del ladro è una luminosa cazzata. Il ladro infatti ha commesso un reato, la Signora Xyzxyz no. Non so se Uriel Fanelli fa volutamente confusione tra denuncia all'autorità giudiziaria e "denuncia" in senso giornalistico: o è davvero molto confuso o è in malafede, perché è banalmente ovvio che sono due cose ben diverse, essendo la prima rivolta alla Procura della Repubblica mentre la seconda è rivolta al pubblico dei lettori e con scopi ben diversi.

Come ho già detto, non ho messo il nome dell'agente letteraria di cui ho parlato perché rivelare il contenuto di corrispondenza e telefonate private è reato. Inoltre, se l'avessi messo, la signora avrebbe sempre potuto negare tutto.

Indipendentemente dal fatto poi che avesse negato o confermato tutto, la Signora Xyzxyz avrebbe tranquillamente potuto denunciarmi per diffamazione, perché per la legge italiana non fa alcuna differenza se quello che hai detto è vero o falso (art. 596 Codice Penale). Per diffamare qualcuno è sufficiente nuocere alla sua reputazione, anche dicendo cose vere. Non puoi commettere invece pubblica diffamazione quando vai a denunciare un presunto ladro, perché alla denuncia manca la caratteristica di essere pubblica. Al limite, puoi commettere il reato di calunnia nel caso in cui il presunto ladro risulti poi essere innocente, ma per la calunnia va dimostrato il dolo, ovvero il fatto che tu abbia ingiustamente accusato un innocente sapendolo innocente.

A proposito: se proprio non avete un cazzo da fare vi invito a leggere questo post di Uriel. È un po' ripetitivo e prolisso, ma il tema è interessante, e si direbbe proprio un articolo di denuncia. Vi invito a trovare qualche nome di qualche colpevole, se siete capaci. Che so, i nomi delle discoteche e dei relativi proprietari...

http://www.wolfstep.cc/2010/09/nascondere-i-problemi.html

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venerdì 24 settembre 2010

ROTFL


Intervista a Maurizio Costa, vicepresidente e amministratore delegato Mondadori.

Un paio di passaggi, da sbellicarsi:

Sembra il quadro dell'«editoria senza editori» guidata dal marketing raccontata nel pamphlet di André Schiffrin: scelte editoriali dettate dall'ufficio vendite. È così?

«No. Intanto il marketing non è un'attività spregevole, anche se io preferisco chiamarlo servizio al cliente: conoscerlo per fargli la proposta giusta e consegnargli in tempo rapido il prodotto, che siano libri, periodici o quotidiani. Oggi il digitale ci dà la possibilità di interpretare il cliente e suggerirgli ciò che desidera».

Insisto: ma se non avete la certezza che un certo libro venderà, lo pubblicate o no?

«Con le nuove forme di diffusione i rischi economici saranno minori, potremo allargare enormemente l'offerta. Però chi conosce il lavoro editoriale sa che non esiste editor che dica: questo libro è buono ma non si pubblica. Il nostro è ancora un lavoro da idealisti».

domenica 12 settembre 2010

Il grande talento di Amanda


Gentile Signora Xyzxyz,

mi chiamo Amanda Curcio. Ho diciassette anni e sono cieca da quando ne avevo dieci. Questo per fortuna non mi impedisce di immaginare altri mondi, e così negli ultimi due anni ho speso molto del mio tempo libero nello scrivere il romanzo fantasy che può trovare in allegato. È una storia ambientata in un mondo cupo e decadente, a tratti a tinte forti, perché le immagini che si formano nel buio possono diventare spaventose quando non puoi vedere. In tutto questo lavoro mi è stata vicina mia nonna Giulia, lettrice forte e grande appassionata di tutte le sfumature del fantastico, dandomi buoni consigli e ripulendo il mio manoscritto da un milione di errori di battitura. Sperando che il romanzo possa essere di suo gradimento, la saluto cordialmente.

Amanda

Quella che vedete sopra è la email che ho mandato il 26 agosto scorso alla titolare di una importante agenzia letteraria che annovera nella sua scuderia anche notissimi autori di bestseller. In allegato c'era il mio romanzo con il titolo cambiato. L'indirizzo di posta sul manoscritto era creato per l'occasione, il numero di cellulare invece era il mio.

Dopo 22 ore mi arriva questa email dalla Signora Xyzxyz:


grazie Amanda,
lo leggero'.
xyzxy xyzxyz

Dopo altre 10 ore (forse la signora temeva che non avessi ricevuto il messaggio) ne arriva un'altra:

Grazie a manda, lo leggo con piacere. Dove abita?
Xyzxy

Sent from my iPad

Rispondo:

grazie molte a lei per la disponibilità
io abito a genova
buona serata
amanda

Dodici giorni dopo, il 7 settembre scorso sto arrancando in mountain bike verso il faro sulla sommità dell'isola di Inish Morr al largo della costa irlandese. Mi squilla il cellulare nella tasca dello zainetto: presentimento. Il numero è sconosciuto, il presentimento si fa più forte. Riporto il dialogo a memoria:

"Pronto?"
"Buongiorno, vorrei parlare con Amanda..."
"Buongiorno a lei... Amanda non è qui adesso, io sono il padre. Siamo in vacanza."
"Quand'è che posso trovarla?"
"Noi adesso siamo in Irlanda, ma torniamo a casa domani."
"Io mi chiamo Xyzxy Xyzxyz e sono un'agente letteraria. Amanda mi ha mandato un romanzo..."
"Sì sì, so tutto."
"Ah bene! Io e i miei collaboratori stiamo leggendo il romanzo e pensiamo che Amanda abbia molto molto talento. Può dire ad Amanda di chiamarmi appena può?"
"Sì senz'altro."
"Dove abitate voi?"
"Genova."
"Molte grazie, arrivederci."
"Arrivederci, grazie a lei."

A questo punto confesso che sono anche un po' eccitato: ho appena parlato al telefono con l'agente di Xyzxyzx Xyzxyz e Xyzxyz Xy Xyzxy!!!

Che fare ora? Certo non posso tirare avanti la sceneggiata all'infinito. Oppure sì? L'intento dell'esperimento era dimostrare il cinismo del mondo editoriale, ma ora che ho sfiorato una possibilità concreta mi dispiace buttarla giù dal cesso. Arrivo persino a pensare di mettermi in società con una vera ragazzina cieca con cui dividere 50 e 50 i proventi del futuro best seller (sarebbe anche un'opera buona). Poi penso anche che ho già inanellato un paio di reati - niente di serio, roba che di sicuro finisce con la prescrizione, ma magari è meglio darci un taglio lo stesso. Anche perché finora non ho dimostrato nulla: magari se avessi mandato il romanzo con il mio vero nome le cose sarebbero andate nello stesso modo. Io non ci credo, ma la cosa è perfettamente sostenibile.

Scrivo quindi due giorni dopo, la mattina del 9 settembre. Tralasciando i convenevoli, la parte interessante è l'ultima in grassetto.

Gentile Signora Xyzxyz,

dato che la mia intenzione non era certo quella di prendermi gioco di persone perbene, dopo la telefonata di due giorni fa mi sento in dovere di dirle che Amanda non esiste.

Il romanzo che lei ha sottomano è stato scritto da un ingegnere di quarant'anni un po' esasperato da editori e agenti letterari che non hanno mai voluto leggerne nemmeno una riga, e che nella maggior parte dei casi non si sono mai nemmeno degnati di rispondere alla domanda "posso inviarvelo?". Un mondo che sembra aperto solo ai raccomandati, e nel caso della letteratura fantasy preferibilmente minorenni.

Con il nome di Amanda ho quindi mandato il mio romanzo a un po' di editori e agenti, come esperimento per capire se un romanzo può essere valido di per sé o se ciò che conta per un editore è solo il poter sfruttare la figura dell'autore a scopo pubblicitario, e in questo caso lasciar perdere del tutto l'editoria italiana. Non voglio però correre il rischio di ingannare persone che non lo meritano affatto insieme a editori che invece lo meritano di certo, per cui mi scuso se ho approfittato della sua buona fede. Nel caso che il romanzo non risulti più interessante se non è stata Amanda a scriverlo, spero di non aver fatto perdere troppo tempo a lei e ai suoi collaboratori, e che la lettura non sia stata troppo sgradevole.

Cordiali saluti,

Alessandro

A questo punto, come ho confidato in privato ad alcuni compagni di merende, mi aspetto che il molto molto talento di Amanda evapori come brina al sole. Cosa che puntualmente accade sei giorni dopo:

Gentile Alessandro,

dopo lo shock iniziale ho capito e apprezzato il suo ragionamento.

Purtroppo devo dirle che il libro che parte in maniera eccellente, pur mantenendo sempre un'ottima scrittura, mi ha deluso. Ci sono troppi personaggi e la linea narrativa è confusa.


Mi piacerebbe però leggere qualcos'altro scritto da Lei che NON sia fantasy.
Lei- come Amanda - ha molto talento ma il mercato oggi è difficile.

Sono aperta a nuove proposte da lei.

Saluti,
Xyzxy Xyzxyz

La colpa non è nemmeno della Signora Xyzxyz: il fatto è che, a parità di romanzo, la ragazzina cieca sarebbe andata via come il pane e gli editori avrebbero fatto a coltellate per contendersela, mentre io le sarei rimasto di sicuro sul groppone.

Resta la soddisfazione di essersi sentiti dire che si ha molto molto talento da una famosa agente letteraria? E chi lo sa. La famosa agente letteraria rappresenta ottimi scrittori quanto emeriti coglioni che non saprebbero disegnare una O aiutandosi col bicchiere, e avrà detto a tutti che avevano molto molto talento. Probabilmente ai secondi più che ai primi.


PRECISAZIONE:

Mi hanno segnalato che su Affaritaliani.it è uscito un articolo su questo post, e ringrazio l'autore Antonio Prudenzano per l'attenzione. L'articolo mi è piaciuto molto ma contiene un'imprecisione nel definirmi blogger anonimo: in realtà, anche se il mio nome non è scritto a chiare lettere nell'intestazione del blog, non sono per niente anonimo. In ogni caso mi chiamo Alessandro Scalzo, ho 40 anni, sono PhD in Robotica e abito a Genova.