venerdì 16 luglio 2010

Cogli la prima merda


Leggendo un po' di interviste a giovani astri nascenti dell'editoria (tipo Federico Ghirardi, Thomas Mazzantini) mi sono fatto l'idea che, quando una casa editrice decide di colonizzare un nuovo genere (es: Moccikosy Fantasy) il criterio che segue per la scelta è quello di pubblicare la prima merda di manoscritto che le arriva sotto il naso.


Sul blog dei Gamberi Signor Stockfish scrisse:

Io c’ero, so come è andata.

INT. GIORNO Uffici della Newton & Compton

Entra il direttore editoriale.

D: “A Cristià, ma che, me stai ancora a le straggi e a li servizzi deviati? Svejate bello! Queli de la Enaudi stanno a fa’ er botto co ‘a Strazzu, e noi ce stamo a fa’ magnà er manfano da le mosche! Quelli ce fanno ‘n bucio così!”

A: “Vabbe’, ma che dovrei fare?”

D: “Te devi d’aripijà! Trovame n’artro moccicoso che scrive robbe de draghi, prima de subbito!”

Esce sbattendo la porta.
A***** sospira, chiude il faldone con gli atti della commissione parlamentare d’inchiesta. Scende nel seminterrato e apre il bidone della carta da riciclare, tira fuori i manoscritti fantasy arrivati negli ultimi sei mesi. Scarta tutti quelli dove l’autore è nato prima del 1990, e dei rimanenti legge la prima pagina, seduto su una pila di libri alla luce della lampadina da 15 Watt. Fa una sosta all’una e un quarto per un tramezzino, poi si rimette al lavoro. Scarta tutti quelli che non sono scritti in italiano. Alle 16,23 ne è rimasto solo uno: Bryan di Boscoquieto.

Alle 16,24 è nell’ufficio del direttore editoriale e glielo molla sulla scrivania.

A: “Eccolo qua, una bomba.”
D: (sbirciando il titolo) “Ma sei sicuro? Braian de Boscocoso?”
A: “Assolutamente. Mai letto niente di simile.”
D: “Vabbe’, daje: me fido. Tiramone 10.000 copie e stamo a vede’ che succede.”

A***** se ne torna in ufficio con un senso di sollievo, e si rimette a fare cose più serie.


Qualche tempo dopo una misteriosa Giovanna d'Arco scrive sullo stesso blog:

Ragazzi, per chi volesse sapere come è realmente andata, e che meccanismi di pubblicazione ci sono di base, rileggetevi il commento di “Signor Stockfish”.
Sembra una parodia… ma è precisamente quanto è accaduto.
Anche io ero lì.

E poi c'è il Mazzantini autore dell'ottimo (per accendere la stufa) Garmir l'eclissiomante per i tipi di Baldini Castoldi e Dalai:

Come hai incontrato un editore come Baldini e Castoldi? Non è certo male per un esordiente…

Ho saputo da un amico di famiglia che gli editori della Baldini Castoldi Dalai avevano una casa all’Elba, a Marina di Campo. Quindi sono andato lì con il mio motorino e ho proposto loro di leggere il manoscritto. Fortunatamente era presente il loro figlio, che ha letto per primo il romanzo e ha consigliato ai genitori di darci un’occhiata. Loro l’hanno fatto e poco dopo sono stato contattato. In pratica, ho avuto fortuna.


Anche il Ghirardi, come lui stesso ci racconta, non ha seguito la via convenzionale di spedire il manoscritto, abbordando invece di persona quello che sarebbe stato il suo futuro editor a una fiera del libro e rifilandogli il manoscritto seduta stante.


*****


Per cui, cari amici scrittori in cerca di pubblicazione, eccovi un bel pentalogo:

1) Annusate l'aria, seguite la puzza.

2) Appena individuata quella di una nuova moda, siate veloci a buttar giù dalle 300 alle 700 pagine. Non rileggete, nemmeno una volta, tanto non lo farà neppure il vostro editor.

3) Andate a cercare gli editori a casa, suonando se occorre al citofono alle 3 di notte (questo punto è fondamentale).

4) Quattro.

5) Siate fortunati.


10 commenti:

il portapizza ha detto...

grazie infinite,
seguirò i tuoi consigli, specialmente il punto 4. GENIALE!

Angra ha detto...

Anche il punto 5 è importante: gli editor sono stufi e arcistufi di ricevere migliaia di manoscritti da parte di aspiranti scrittori che non si sentono minimamente in dovere di essere almeno un po' fortunati.

Alessandro Fusco ha detto...

AHAHAH, fantastico!... o per meglio dire, che pena .___.

Sisi, il citofono di notte credo sia la mia strada XD

Comunque sempre grande Camille.

A proposito, finisce il lavoro e così riesco finalmente a leggerti il romanzo. E per altro, ti passo come avevo accennato il mio di blog. Per ora trovi solo i primi due capitoli del mio, ma mi farebbe piacere "gemellarti". Se riesci a farmi un banner di 230x40, altrimenti ci penso io ;)

A presto e sempre giù pesante così, mi raccomando!

A. non più anonimo
(Alessandro)

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ok, c'è una cosa che mi inquieta non poco.
"Io ero lì". Sia per Stockfish che per Giovanna D'Arco.
No, sul serio. Comincio a credere che sia vero. :|

Angra ha detto...

@Alessandro: ok, volentieri - vado a vedermi il blog.

@Taotor: visto il tono di quello che segue credo proprio che Stockfish scherzasse dicendo che lui c'era, mentre Giovanna d'Arco non mi dà proprio l'impressione di scherzare. Secondo me c'era davvero ^__^

Zweilawyer ha detto...

Ero sicuro che la vicenda di Mazzantini avrebbe solleticato la tua fantasia...Ho appena ordinato Garmir 2, spero sia ancora meglio del primo.

Demonio Pellegrino ha detto...

scusate l'ignoranza, ma il Mazzantini e' parente della mazzantini?

Angra ha detto...

@Zweilawyer:

Sì, le leggende che accompagnano le pubblicazioni fuori dalla grazia di Dio sono sempre affascinanti.

@Demonio Pellegrino:

Non credo, altrimenti non c'era bisogno di andare a casa dell'editore in motorino.

Demonio Pellegrino ha detto...

anche questo e' molto vero. Ma non si sa mai, a volte la gente ha la faccia come il deretano, e non mi avrebbe stupito se fosse stato parente. Perche' mi pare dubbio che uno non prenda a calci in culo uno sconosciuto che si presenta a casa sua. Boh.

Angra ha detto...

@Demonio Pellegrino:

Magari l'amico di famiglia è anche uno che in BC&D ci lavora o che ha comunque stretti rapporti e non semplicemente uno che così per caso sapeva che hanno la casa all'Elba.