martedì 6 aprile 2010

Il potere (1)

Appena si esce dalla sfera del personale - che finisce un centimetro più in là del proprio naso - la religione smette di essere un fatto spirituale per diventare mera gestione del potere: il potere di pochi sulle menti di molti. Basti pensare che il cattolicesimo come lo conosciamo oggi nasce per volontà dell'imperatore Costantino, pagano, a cui di religione e spiritualità importava meno di zero. Costantino indice il Concilio di Nicea (325 d.C.), primo concilio ecumenico del mondo cristiano, con l'unico scopo di trasformare le mille correnti del cristianesimo nella religione di stato dell'Impero Romano e farne una solida base per il proprio trono. Costantino riesce nel suo intento: da lì a poco infatti, i cristiani che vivono all'ombra dell'Impero si trasformeranno in un batter d'occhio da perseguitati in persecutori delle altre religioni in una perfetta simbiosi con il potere imperiale.
Persino il dogma della Trinità è invenzione di uno che in Dio e in Gesù nemmeno ci credeva: sempre lui, Costantino, che durante il Concilio si trova nella condizione di dover mettere d'accordo quelle correnti che vedevano il Figlio venire dopo il Padre e quelle che li vedevano come una stessa persona. Costantino, che deve tirare dentro più correnti possibili nella nuova religione di Stato, si inventa quindi la consustanzialità, parola che ci dice poco e niente in questo contesto, mero artificio politico che è giunto ai giorni nostri come Mistero della Fede.
E prima del Concilio di Nicea? Oggi viviamo con l'illusione cognitiva di pensare che la Chiesa si sia corrotta col passare dei secoli, esattamente come crediamo che il mondo di oggi sia più violento che in passato. Quando però andiamo sui libri di storia a cercare un periodo storico meno violento del nostro ci rendiamo conto che in realtà non esiste. Allo stesso modo, la Chiesa nei secoli è sempre stata peggio di quella attuale.

La figura di Cristo è talmente poco storica che a riguardo i cristiani cominciano a litigare e maledirsi fra loro fin dal giorno dopo della sua morte fittizia. Un secolo dopo si parla già di eresia (ovvero: ciascuno dà dell'eretico a tutti gli altri). Se dopo un secolo c'era già tutto e il contrario di tutto, viene da chiedersi cosa possa esserci di sensato in ciò che è arrivato ai giorni nostri. Tanto più che il Concilio di Nicea, quello che arriva due secoli dopo a mettere le cose a posto (si fa per dire), non ha come interesse la religione ma l'edificazione di una struttura di potere.

Nella prossima puntata, come si conquista e si mantiene il potere.

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