martedì 1 gennaio 2008

Premio Odissea


Il Premio Odissea bandito da Delos Books nel 2007 ha sostituito i vecchi premi Fantascienza.com e FantasyMagazine, accorpandoli in un unico concorso che mette insieme i generi fantasy e fantascientifico. Se nel 2006 i precedenti concorsi ebbero la bellezza di 165 partecipanti, il premio Odissea quest'anno ne ha avuti solo 71. Grazie al fatto però che la quota di partecipazione è salita da 20 a 50 euro, l'incasso per Delos è passato da 3300 euro nel 2006 a 3550 euro nel 2007, registrando quindi un piccolo incremento a fronte di un ridotto volume di manoscritti da esaminare, e di un solo volume da pubblicare invece che due. Un successo, quindi.

20 commenti:

Carraronan ha detto...

Niente da dire, ottima mossa per la Delos.
Alzare il prezzo a 50 euro sega le gambe alla massa dei (pessimi) romanzi mandati da ragazzini (altrettanto pessimi) pronti a sborsare 20 euro, ma non di più (perché se no poi non hanno i soldi per comprarsi la maria dall'amico dell'amico).

Guarda anche il lato positivo: forse riusciranno a dichiarare il vincitore in tempi decenti! :-)

Comunque quei 50 euro li vedo spesi meglio in un privé con Sofia, la spagnola che mi ha intrattenuto domenica scorsa. O con la mia romena preferita, Serena.
E' un commercio più onesto.

Angra ha detto...

Sicuramente sono spesi meglio ^_^

Riguardo al dichiarare il vincitore in tempi decenti, c'è il fatto che non hanno ancora finito (o cominciato) le selezioni dei finalisti del 2006, quindi la vedo dura... :-/

Gamberetta ha detto...

C’è anche da dire che il vincitore del Fantascienza.com del 2006 non è ancora stato pubblicato, sebbene tra i termini del concorso ci fosse la pubblicazione entro l’anno successivo al premio (2007).
E il vincitore del 2005, “Il pianeta di Bachman” in pratica è solo disponibile su Delos Store, il che mi puzza di print-on-demand.
Però constatavo oggi che gli autori dei tre dei cinque romanzi finalisti del più prestigioso premio mondiale per la fantascienza, l’Hugo, hanno messo gratuitamente a disposizione i loro romanzi per il download, senza alcuna restrizione. Perciò forse fra qualche anno le case editrici spariranno, sia quelle grosse, sia quelle pagamento, sia quelle “piccole ma serie”...

Angra ha detto...

@Gamberetta: sì, la storia della pubblicazione nell'anno successivo è tutta da ridere. Per il concorso FantasyMagazine dopo un anno dalla chiusura non si sanno nemmeno i finalisti.

Sul print-on-demand, ne sono convinto anch'io. Stampato con Lulu verrebbe a costare 6,60 euro, con un prezzo di copertina di 16 euro ci stai dentro alla grande. Non a caso tempi lunghi per gli ordini e prezzi di copertina assurdi caratterizzano anche le case editrici a pagamento.

In effetti, ci sarebbe da meravigliarsi se le case editrici esistessero ancora fra dieci anni nella forma in cui le conosciamo oggi. Mi chiedo però da cosa verranno sostituite...

Federico Russo "Taotor" ha detto...

I concorsi sono utili solo a capire se si è davvero bravi. La gloria sparisce subito dopo, partecipare per guadagnare è patetico, e credere di diventare famosi è ridicolo. Dopo che hai partecipato a un concorso, è inutile continuare con altri.

Sul futuro dell'editoria sono incerto. La gente che legge sul pc è poca. Non c'è altro metodo che la stampa. Ma mi è capitato di vedere nomi di case editrici che sembrano riciclare i romanzi degli esordienti, vendendoli a prezzi più agevoli (non tanto, siamo sui 10, massimo 11 euri).

Ma non so, non mi esprimo ulteriormente.

Angra ha detto...

@Federico: in realtà il problema nei concorsi, riguardo al capire quanto si è bravi, è: chi giudica la giuria?
Se chi vince poi non vende un tubo, era davvero bravo?

Per l'altro discorso, leggere a monitor, è vero, non è il massimo, e soprattutto non te lo porti in giro. Ma presto dovrebbero diffondersi lettori di e-book comodi quasi quanto i libri. E' vero che da una parte devi poter ricaricare le batterie, ma dall'altra ti porti dietro parecchi volumi nello spazio e peso di uno. Staremo a vedere.

Gamberetta ha detto...

@Federico. Da qualche tempo sono in commercio lettori di ebook basati su tecnologia e-ink. In pratica sono stile palmari ma con uno schermo che invece di essere LCD è “inchiostro elettronico”. I vantaggi principali sono tre:
* Gli schermi e-ink sono del tutto opachi, tipo carta, perciò puoi fissarli per ore e ore senza nessuna fatica o fastidio.
* Gli schermi e-ink hanno risoluzione e contrasto 2-3 volte superiore agli schermi LCD, tanto appunto che hanno l’aspetto di un foglio di carta invece che di uno schermo.
* Gli schermi e-ink non richiedono energia per mantenere l’immagine. Infatti in questi apparecchi la durata della batteria è misurata in numero di pagine “girate” e non in ore. Di solito la durata è tra le 7.000 e le 10.000 pagine.

Ma sarò più esaustiva quando arriverà il mio di lettore (purtroppo causa boom delle richieste è saltato a Natale, dovrei averlo il 7).
Intanto qualche foto (non mie, sigh):
http://www.flickr.com/photos/deb-richardson/sets/72157603002185067/show/
e per saperne di più il sito migliore è questo:
http://www.mobileread.com/

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Sì, conoscevo quel supporto, avevo visto un video qualche anno fa. E si diceva fosse difficile che la gente lo comprasse, sia perché diffidente sia perché costoso l'affare. Inoltre, gli ebook da scaricare sono illegali. Mettiamo che voglio scaricare l'ultimo Harry Potter, che costa 27€, e con altri 23€ magari imiterei il Duca :D. Vado su emule e lo troverò o malamente tradotto da qualche fan, o scannerizzato e riportato in testo non formattato e, insomma, schifoso.

Temo sia presto.

P.S. Certò però che lo schermo di quell'aggeggio sembra carta reale!

Carraronan ha detto...

@Taotor: aggiungi 73 e vai con un'escort di fascia medio-bassa che ti fa bene.

;-)

Gamberetta ha detto...

@Federico. Anche trascurando tutti i testi ormai di pubblico dominio (Wells, Verne, Twain, ecc. ecc.) procurarsi ebook non è difficile, come ho verificato nell’ultimo mese (altrimenti avrei rimandato l’acquisto del lettore).
Di legale e in italiano in pratica c’è solo il sito Mondadori che vende ebook, ma il catalogo è striminzito e i prezzi cari.
Di legale inglese invece c’è ampia scelta, e i prezzi sono molto più contenuti. Per dire il “Codice Da Vinci” in ebook costa meno di 6 euro presso mobipocket.com.
Ma l’idea è ovviamente quella di sfruttare canali distributivi, ehm... “alternativi”. E non vedo dove stia l’illegalità, è lo stesso che recarsi in biblioteca. Comunque, è vero, emule è una giungla, ma con un po’ di esperienza sono riuscita a capire dove e come cercare.
In ambito italiano, se nel nome del file c’è “[Hyps]”, “Bluebook”, “ITABOOK” o “Free-Book” è garanzia di libro senza errori o quasi, e impaginato in maniera perfetta. Sono disponibili migliaia e migliaia di titoli.
Esempio, farsi del male (e se l’avessi scoperto prima avrei risparmiato i soldi): licia and troisi and hyps.

Angra ha detto...

Il discorso però è un po' più complesso se guardiamo avanti, diciamo, di una decina d'anni. Supponiamo che il supporto cartaceo, non replicabile a costo zero come invece gli ebook, scompaia. A questo punto dovrebbero scomparire anche gli editori e quegli scrittori professionisti che si mantengono scrivendo. E' pensabile che diventi un gigantesco Lulu, dove ciascuno scrive (solo per diletto) e diffonde? Non so. Uno scenario probabile secondo me è quello di sistemi di crittografia atti a rendere non copiabili gli ebook e leggibili solo con certi lettori, come la musica che si compra per l'iPod. O magari gli scrittori (e soprattutto gli editori) continueranno a guadagnare tramite canali indiretti che oggi non riusciamo a immaginare. Spot pubblicitari, magari, cosa che già fanno :-p

Gamberetta ha detto...

Il fatto che i libri siano disponibili gratuitamente non vuol dire che lo scrittore non debba essere pagato. I radiohead hanno permesso il download del loro ultimo album, ognuno poteva pagarlo quel che riteneva giusto, anche niente. Hanno guadagnato milioni (e tutti netti, perché non ci sono più di mezzo produttori e distributori).
Non ho nessun problema a scaricare un romanzo e se lo trovo bello dare non so, 5 euro all’autore via paypal o simile (che fra l’altro è molto più di quanto l’autore stesso riceverebbe dai diritti di una copia regolarmente acquistata). È probabile che in futuro i lettori stessi diano la possibilità di effettuare questo tipo di pagamento (e in parte è già così con l’Amazon Kindle).
Io vedo solo effetti positivi: la diffusione della cultura anche a chi non può pagare, il risparmio enorme di spazio dovuto all’eliminazione della carta e la sparizione di gente come editori, distributori e librai che ci mangiano solo sopra senza offrire nessun significativo contributo.

Angra ha detto...

@Gamberetta: sì, sarebbe bello. Uno scrittore anglosassone probabilmente ci guadagnerebbe anche più di ora.
Per uno scrittore italiano invece la vedo molto dura. Se anche avesse 500.000 lettori metterebbe insieme che vada bene 200 euro.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

@Illustre Duca carraronan: magari seguirò le tracce di Baudelaire, per essere un perfetto bohemienne (droga e puttane), ma tanti soldi per una passera (o per la droga, che non m'attira per niente) non li spenderei mai... XD

@Gamberetta, concordo con Angra. Aggiungo che magari non solo gli autori italiani guadagnerebbero niente, ma sono gli stessi lettori italiani che non pagherebbero per nessuno, una volta letto un romanzo. Io per primo :D (no vabe', a un autore italiano un'offerta la farei pure).

Angra ha detto...

@Federico: io dopo aver letto un bel romanzo su ebook qualche euro all'autore lo darei volentieri. Io risparmierei e lui guadagnerebbe molto di più che a venderne una copia in libreria. Parlando di grandi numeri bisogna però considerare che in italia, diversamente dai paesi anglosassoni, in generale si sa che se tu non paghi per un servizio c'è qualcuno che è obbligato a pagare anche per te, e tu il servizio ce l'hai lo stesso. Infatti, un terzo degli italiani (quello che guadagna di più) evade le tasse.

Gamberetta ha detto...

Il problema è che la diffusione gratuita è inevitabile, se non è a opera dell’autore è a opera del pirata di turno. Perciò chi non vuol pagare si scaricherà la versione pirata e non pagherà comunque. Come per altro avviene già con la musica o i film. Comunque è un argomento molto vasto, penso proprio che gli dedicherò un articolo domani o dopo.

Angra ha detto...

La differenza finora è che mentre un CD copiato costa meno di un ventesimo di un CD originale ed è esattamente la stessa cosa (per non parlare degli mp3 che sono ancora più comodi e non costano nulla), con i libri non è ancora vero. L'e-ink, e ciò che verrà dopo, porteranno invece in una situazione del tutto analoga agli mp3. La grossa differenza è che con una canzone puoi farci un video, trasmetterlo su MTV e guadagnare con la pubblicità, con un libro no. Forse la letteratura scomparirà come mezzo di intrattenimento. In fondo è già successo col teatro: prima dell'avvento del cinema era uno svago di massa, ora è un fenomeno di nicchia.

Simone ha detto...

Per Mozart di Atlantide all'inizio ho fatto proprio come dite voi: il download era gratuito e lasciavo la possibilità di pagare qualcosa solo a chi lo desiderava.

Il risultato è che su più di 1000 scaricamenti di quella versione ho ricevuto solo un pagamento.

Qualcuno dirà che Mozart fa schifo, ma ho fatto lo stesso con Il Cubo che di solito riceve giudizi migliori e il risultato è stato ancora peggior (zero pagamenti con tutto che offrivo una diversa versione dell'ebook in cambio dell'acquisto)

Purtroppo secondo me la gente non è disposta a pagare per un qualcosa che può già avere gratis: mentre con gli MP3 o film esiste una versione "tangibile" oltre a quella semplicemente digitale che uno si scarica da emule (il CD o DVD che trovi al negozio) una volta che hai scaricato l'ebook non c'è una spinta a pagarlo se con la spesa non hai in cambio niente di concreto.

Credo comunque che il problema sia anche la pubblicità: per vendere bisogna essere visibili a un numero elevatissimo di persone, e 200 visitatori al giorno sul blog non bastano.

Simone

Angra ha detto...

@Simone: 1 su 1000 credo sia il meglio che possa capitare. Anche partendo con le migliori intenzioni, mandare dei soldi dopo che si è letto il libro è una di quelle cose che ci si dimentica più facilmente, della serie "domani lo faccio".

Avevo pensato anche questo: download gratuito delle prime 100 pagine e se ti è piaciuto poi ti compri la stampa su Lulu. Ma il problema è sempre quello: per avere 1000 vendite dovresti avere (a seconda della bellezza del romanzo, ma siamo ottimisti) 2000 letture della preview, ovvero 20.000 download (se è gratis molti scaricano, ma solo una parte poi leggono), ovvero (a spanne) dai 2.000.000 ai 20.000.000 di visite.

Simone ha detto...

Sì appunto. Secondo me per vendere l'unica è l'editoria medio/grande, mentre Internet ed ebook vanno bene per farsi leggere. Tra l'altro se hai un sito davvero così frequentato puoi fare qualche soldo con la pubblicità e fregartene di vendere i libri.

Ciao!

Simone