giovedì 6 dicembre 2007

Mi prendi per il Lulu?


Ieri il mio alter ego nella vita reale ha discusso a lungo sul forum di Lulu con una componente dello staff italiano di quest'azienda, Eleonora Gandini, che secondo me l'ha sparata veramente grossa. La signorina, in risposta ad un post sul forum di Lulu, ha buttato lì che le case editrici piccole e grandi (Mondadori, nientemeno), vanno ormai a cercare nuovi talenti su Lulu. Era talmente grossa che il buon Alessandro non ce l'ha proprio fatta a starsene zitto.

La discussione la potete leggere qui.

Va bene che la pubblicità ci ha abituati a credere che se compriamo una Volvo la nostra strada si snoderà sempre tra verdi brughiere incontaminate, e che se passiamo a Vodafone ci telefoneranno dalla mattina alla sera un sacco di belle gnocchette, ma quando è troppo è troppo.

Allora sono andata a vedere la preview del romanzo italiano su Lulu più venduto di tutti i tempi, dal titolo Romanzo Armato, posizione in classifica 819 su un milione e mezzo di titoli. Non è dato sapere a quante copie vendute corrisponde il fatto di essere 819 in classifica, perché Lulu si guarda bene dal fornire dati di questo genere, ma è logico supporre che i numeri siano molto bassi.

Una cosa è certa: leggendo le prime pagine, è evidente che l'autore non ha idea di cosa significhi scrivere narrativa ai giorni nostri. La storia potrà essere interessantissima, non ne ho idea, ma quelle pagine sono raccontate dal punto di vista di un narratore onnisciente che non si usa più, mentre le stesse cose si sarebbero potute dire con poche battute di dialogo tra colleghi professori nel corridoio di una scuola. La seconda cosa evidente è che il romanzo italiano che da più di un anno è al vertice delle vendite di Lulu non è mai stato cagato da una casa editrice, né grande né piccola.

Nella foto Bob Young, fondatore di Lulu.


16 commenti:

Gloutchov ha detto...

Beh, sicuramente la responsabile di Lulu tira l'acqua al suo mulino ma, da persona che ha dei racconti pubblicati su lulu, ti posso assicurare che quanto dici è verissimo. I titoli vendono poco e, se vendono molto, è solo perché l'autore è molto bravo a farsi pubblicità tra amici di rete e amici reali. Un'altro sistema è quello della catena di S.Antonio. Io compro il libro di un utente lulu, gli lascio un bel commento e lo invito a leggere il mio... un commento tira l'altro e i libri vendono ma... il guadagno è tutto di lulu, visto che gli autori guadagneranno e spenderanno più o meno in maniera equivalente.
Tra le altre cose, i libri su lulu sono praticamente persi in un database sterminato ed è difficilissimo che un "curioso" trovi proprio il "tuo" libro e lo compri. Ogni libro di lulu è come una goccia nel mare. Ed è praticamente impossibile trovare qualcosa senza essere indirizzati da qualcuno!

Che poi le "grandi" guardino lulu... non ci credo proprio. Visto che lulu è un mondo a se stante e non influisce sicuramente sulla editoria classica (quella sua carta stampata). E' molto più probabile che un Mondadori guardi le statistiche di ibs... piuttosto che quelle di lulu.

Simone ha detto...

La mia esperienza è del tutto opposta: se pubblichi su Lulu stai immediatamente sulle palle agli editori per una lista di motivi che non finisce più (ne parlavo sul blog tempo fa).

Insomma io che un mio romanzo è su Lulu alla Mondadori nemmeno glielo direi!

Simone

Angra ha detto...

@Simone: è quello che si sente comunemente dire, infatti. Non ho voluto basarmi sui sentito dire, e d'altra parte non ce n'era bisogno per concludere che quella della signora dello staff di Lulu era una sparata pubblicitaria della peggior specie.

Carraronan ha detto...

Chi pubblica con Lulu pare non stia simpatico agli editori. Perlomeno non sta simpatico a Franco Forte:
Lulu mi sta in Culu

Credo che Lulu abbia una sola utilità, dato che vendere per guadagnare è fuori discorso: fare da stamperia a modico prezzo.
Mio fratello per stampare la tesi di Dottorato sulla progettazione di un impianto di produzione dell'idrogeno (con studio di efficienza delle membrane) nell'unica stamperia decente in zona ha buttato un occhio della testa. Lulu l'avrebbe stampata allo stesso modo con un prezzo nettamente inferiore (1/4 mi pare).
Peccato non ci fosse stato il tempo per ordinarla da loro...

Se uno vuole "pubblicare" online le proprie cose, dato che di guadagnar non se ne parla, la scelta migliore è mettere il PDF gratuito sul proprio sito. Al più anche il PDF gratuito su Lulu, ma vendere pdf o libri NO.

Angra ha detto...

@Carraronan: concordo. Come stamperia è ottima. Il problema è che Lulu ha un atteggiamento ambiguo: se uno si lamenta che su Lulu non vende un cazzo dicono "noi siamo solo una stamperia", ma in tutte le altre occasioni lasciano intendere cose ben diverse, tra cui quest'ultima francamente insostenibile.

L'altra cosa vergognosa è quella della vendita dei codici ISBN, che son diventati una specie di status-symbol, un inutile oggetto del desiderio. Che cazzo se ne fa uno del codice ISBN (americano oltretutto) sul libro da regalare alla zia???

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Concordo coll'esimio Duca.
Già che c'ero, ho dato un'occhiata ai titoli più venduti. I titoli erano scontati, ma le recensioni mi hanno colpito. Manco volendo, io, avrei potuto scrivere qualcosa di peggiore. Sinossi proprio patetiche, sembra dicano "comprami! ti prego! sono malato e mi manca una gamba!". Magari io non saprei fare di meglio, ma, come dice il detto, «meglio star zitti e sembrare scemi che parlare e togliere ogni dubbio».

Syn ha detto...

Ciao a tutti.

Anch'io scrivo su Lulu, ma credo che voi tutti abbiate un'idea alquanto distorta di cosa sia in realtà. Lulu non è un'etichetta e nemmeno un editore (sebbene qualcuno abbia avuto la curiosa impressione che ci siano equivoci al riguardo), tant'è che, se un utente vuole, può evitare di inserire la propria opera nel catalogo di Lulu, quindi può acquistare le copie e distribuirle nelle librerie facendo in modo che il nome di Lulu non compaia in nessuna delle loro pagine (quindi come riconoscerle se sono "pubblicate", ammesso che possa usarsi questo termine, da Lulu o meno?). Trattandosi di un social network ed alla stregua di qualsiasi altro social network, è chiaro che qualche "talent scout", anche della Mondadori, possa aver gironzolato in Lulu per scoprire dei buoni lavori (nelle loro forme grezze, perché, badate, la differenza tra manoscritti ed opere pubblicate può talvolta essere moooooooolto grossa), ma non credo proprio che si faccia "abbindolare" dalla classifica, nè credo che la Gandini intendesse questo.

Un cordiale saluto a tutti.

Syn

Angra ha detto...

Ciao Syn, benvenuto. In realtà non abbiamo equivocato per niente su cosa è o non è Lulu. Se leggi bene vedrai che tutti noi intendiamo Lulu proprio come una tipografia online e non come un'etichetta o un editore. E' Lulu stessa invece, in molte occasioni, a creare degli equivoci ad arte su questo punto.
Di questi equivoci, per usare un eufemismo, mi pare proprio che quest'ultimo sia il più grave.

Mondadori che gira su Lulu per cercare nuovi talenti? Non è proprio credibile. Mondadori non pubblica nemmeno esordienti, figuriamoci se va a cercare nuovi talenti su Lulu. Per farne cosa? E poi, con tutte le tonnellate di manoscritti che gli arrivano ogni settimana?

Angra ha detto...

@Syd: stampare con Lulu per distribuire nelle librerie in proprio non ha senso economicamente: verrebbe a costare troppo, e il prezzo finale sarebbe assurdo. Allora ha più senso andare nella tipografia sotto casa.

Gloutchov ha detto...

Effettivamente, quello che dice carraronan è proprio quello che ho fatto io. Su lulu ho pubblicato i raccontini brevi che volevo tenere rilegati per benino in casa e che qualche amico mi aveva chiesto.
Insomma, l'ho usato più che altro come una tipografia online.

Quanto ai pdf gratuiti su lulu... qualcuno mi dovrebbe spiegare dove sbaglio. Se metto il download gratuito, stranamente, chi prova a scaricarli si trova di fronte ad un messaggio di errore. Ho dovuto metterli a pagamento. Tra le altre cose, quelli dell'assistenza di lulu non hanno mai risposto alle mie richieste (insistenti) di aiuto.

@syn:
Ma credi davvero che un talent scout di mondadori possa scovare una perla nel vastissimo database di lulu? Farebbe prima ad accettare i manoscritti dagli esordienti... piuttosto che cercare là in mezzo!

Angra ha detto...

@Syn: davvero, anche la casa editrice più piccola e scalcinata si fa pregare per leggerti un manoscritto, e te lo fa pesare come se ti facesse un favore. Credere che Mondadori ti possa telefonare a casa dopo aver visto il tuo romanzo su Lulu è pura fantascienza. O meglio, un perfetto mix di ingenuità e megalomania tipico degli aspiranti scrittori, su cui la Gandini pensava di poter fare facilmente leva. Ognuno tira acqua al proprio mulino, va bene, ma io invoco il mio diritto di non farmi prendere per un povero coglioni.

Alex McNab ha detto...

Da quel che so io, su Lulu si vende pochissimo e chi pubblica con il print on demand viene preso per poco professionale dagli editori seri (parolona!) che vengono a saperlo.
Credo che Lulu vada considerato proprio come un'ottima stamperia.
Hai un vecchio manoscritto che vuoi rilegare e mettere su uno scaffale, magari regalandone una decina di copie agli amici? Rivolgiti a Lulu.
Vuoi provare a fare lo Scrittore con la esse maiuscola? Evita di stampare con Lulu dopo le prime trombature da parte degli editori.
Che Mondandori venga poi a cercare esordienti nel print on demand, mi pare fantascienza, visto che non leggono nemmeno gli esordienti che spediscono il manoscritto!

il portapizza ha detto...

Ciao Carmille,
anche se a un anno dalla pubblicazione di questo post, sono capitato per caso sul tuo bel blog perchè ho appena pubblicato su lulu un romanzo e gugolavo in cerca di informazioni su dove fosse la fregatura. Insomma, il mio primo romanzo l'ho pubblicato con un piccolo editore napoletano ed è stata un'esperienza deludente perchè i libri stampati facevano schifo e perchè la distribuzione... peggio! Approdare su lulu è stata per me una scelta radicale, dopo aver passato due anni e mezzo a LECCARE IL CULO a editori grandi e piccoli solo per vedere stampata qualche copia. Tra l'altro ero a un passo dal concludere con Mursia, a costo di un pesante editing, poi dopo quasi un anno il progetto è stato accantonato per essere magari rispolverato in futuro. AFFANCULO, mi sono detto! Sono andato su lulu e nel giro di qualche ora ho preparato 5 edizioni (cartonato, brossura, tascabile, brossura con copertina alternativa e e-book gratuito). Ho speso solo il costo delle copie di conferma, ho impostato prezzi di copertina ragionevoli (10,50 il pocket, 12,00 quelli in brossura), su cui mi sono lasciato un buon margine (55%) e ho avuto pure il codice ISBN gratuito. Il libro si trova nelle librerie online anche italiane, ma risulta essere un libro inglese. L'ho messo in alcune librerie della mia città, negli ipermercati della mia regione (Sardegna - 100 copie in conto deposito con rendicontazione a 180 giorni) e ho stressato un po' di amici nel mondo reale e virtuale (ciao.it, facebook, myspace) per acquistare qualche copia. Risultato: NON SI VENDE UNA SEGA!!! Però tutto sommato è sempre meglio che stare dietro un editore che ti impone un editing pesante, perchè magari vuole toccare temi alla moda, non distribuisce le copie o ritarda nella spedizione dell'ordine, ti fa una stampa da schifo e non ti corregge gli errori se non dopo che l'hai stressato per mesi. Insomma la sparata della responsabile è stata colossale, magari è vero che gli editori pensano "lulu mi stai sul culu", però secondo me in Italia per un esordiente lulu è la scelta migliore per farsi conoscere, prendere coscienza di sè e -perchè no?- risparmiare sulla stampa. A diventare ricchi ci pensiamo un'altra volta, magari con un vero lavoro!

Ciao
Simo

Carmille ha detto...

Ciao Simo, secondo me il modo migliore per vedere se alla fine c'è qualcuno a cui quello che scrivi piace consiste nel mettere in giro dei bei pdf gratuiti. In questo senso anche il sito di Lulu va bene. Coi recenti aumenti le spese di stampa, sommate a quelle di spedizione, secondo me sono ormai improponibili anche pensando di non guadagnarci nulla.

Ciao, buona giornata

il portapizza ha detto...

mah, anche il pdf gratuito non mi ha dato grandi soddisfazioni! 370 accessi, e dei pochi downloads accertati, almeno la metà non ha avuto tempo e/o voglia di leggerlo. Io per primo non ho MAI letto un libro in pdf. Dispense per l'università, racconti brevi, una sbocconcellata di "schiavi moderni" dal blog di beppe grillo, ma mai un romanzo. Per quello ci vuole la carta! Il palmare è troppo piccolo, l'eeepc è troppo grande, il pc è troppo pc. Quando mi regaleranno un ebook reader ne riparliamo, ma è comunque uno strumento ancora poco diffuso e per quanto l'idea non sia male, queste cose quando non prendono non prendono. Certo, se al posto degli ipod si fossero diffusi gli ebook reader, gli editori sarebbero tutti a spasso! O dovrebbero impegnarsi un po' per fare la differenza tra quello che farebbe un editore professionista e quello che farebbe un autore con tanto entusiasmo, ma poca esperienza.

Anonimo ha detto...

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