lunedì 15 ottobre 2007

Recensione: Liguria Criminale


No, non è una guida Michelin all'incontrario su quei ristoranti in Liguria dove si mangia male, ti trattano a pesci in faccia e alla fine ti rapinano col conto. Liguria Criminale, di Andrea Casazza e Max Mauceri, è un libro che raccoglie 10 casi insoluti di cronaca nera in Liguria, in un periodo che va dal luglio '78 al luglio '96. Gli omicidi insoluti, in questi 18 anni sono stati ovviamente di più, ma i due giornalisti ci vogliono raccontare in particolare questi, accomunati dal fatto che hanno tutti creato grande scalpore intorno a sé, diventando da subito di quei casi di cui si continua a parlare per mesi e per anni.

Il libro, va detto subito, è interessante. Specialmente per chi, come me, abita in Liguria e riconosce i luoghi di cui si parla pietra per pietra. Lo stile è asciutto, giornalistico, quello che ci vuole per trattare argomenti del genere senza infastidire il lettore volendo fare della letteratura a tutti i costi.

C'è un però. I primi due casi sono molto poco interessanti perché, come ho scritto tempo fa nel mio post Scrivere gialli oggi, i delitti di malavita spesso sono banali. Anche se non si arriva all'esecutore materiale, è sempre chiaro il movente (uno sgarro a qualcuno) e spesso anche il mandante, anche se non si può, o vuole, dimostrare. Andando avanti, almeno un paio di altri delitti sembrano ascrivibili a regolamenti di conti, anche se alcuni particolari bizzarri un po' di mistero lo creano.

Vi sono tre casi, però, che valgono tutto il libro. Il Caso delle mutandine nere meriterebbe un film, se solo fosse possibile dargli un finale. Meno letterario, perché troppo circoscritto nello spazio e nel tempo, ma altrettanto inquietante è Il caso di Nada Cella, perché sembra davvero impossibile che un delitto del genere debba restare impunito. Poi c'è Il mistero della donna di picche, un altro caso da mettere i brividi che meriterebbe di essere messo in mano ad un bravo regista.

Liguria Criminale - 12,50 euro - Fratelli Frilli Editori


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